Stefano Ricci propone un’analisi dei percorsi delle politiche per l’infanzia in Italia negli ultimi due anni, dalle vicende dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza e del Piano diAzione per l’infanzia fino alla recente Conferenza di Napoli.
Tra i quesiti che si incrociano nei casi di abuso sessuale, risulta cruciale il tema della coerenza degli interventi di rete, in particolare per la connessione tra la rete giudiziaria e la rete sociale e terapeutica. Strategie efficaci di circolarità e integrazione tra i diversi interventi in atto sono importanti elementi di protezione verso il bambino coinvolto.
La supervisione ai tirocinanti di servizio sociale ha costituito da sempre un elemento fondante per la loro formazione, e la sua applicazione ha subito diverse trasformazioni nel corso degli anni. In un quadro abbastanza movimentato si sono svolte, dal 1996, le quattro edizioni del Corso di Formazione per Assistenti sociali Supervisori di tirocinio cui le autrici, Raffaella Puccio e Patrizia Taccani, si riferiscono in questo contributo.
Quotidiani e riviste usano spesso il termine “nonni” per denominare anziani e vecchi. L’articolo qui proposto, di Patrizia Taccani, parla invece di nonni nel vero senso della parola, di quel gruppo di persone prevalentemente anziane, ma non esclusivamente, chiamate ad assumere un nuovo ruolo familiare dai risvolti molto particolari, al di fuori di qualsiasi personale programmazione iniziale.
Sergio Pasquinelli e Cristiano Gori commentano gli esiti della la recente sanatoria di colf e badanti.
Con il “Pacchetto sicurezza”, il Governo afferma di voler combattere la mafia, contrastare l’immigrazione clandestina, tutelare la sicurezza urbana. In realtà, si alimentano le paure, inducendo a considerare l’immigrazione come un flagello contrastabile solo con misure di ordine pubblico. Meglio sarebbe iniziare a praticare politiche di lungo periodo, che mirino alle radici del problema. Ne scrive, Valerio Onida.
Presentiamo l'articolo di Emanuele Ranci Ortigosa, che anticipa il monografico di PSS dedicato al tema, previsto per la primavera 2010, tratto dalla giornata di Welforum tenutasi a Torino lo scorso ottobre.
Riccardo Jacquemod presenta un’esperienza condotta dalla cooperativa La Sorgente della Valle D’Aosta che si presta ad alcune riflessioni riguardanti, al di là della specificità territoriale, i servizi all’infanzia e alle famiglie di questo nostro Paese. Ruolo della famiglia, flessibilità degli interventi, formazione degli operatori, partnership pubblico- privato: questioni di rilievo che chi progetta e gestisce servizi all’infanzia è chiamato a declinare in una sintesi originale e attenta al bisogno che si esplica in ciascuna comunità territoriale.
C’è un notevole vuoto, in Italia, nella ricerca relativa all’abuso di cocaina, che si impone ormai come uno tra più gravi problemi sociali che gli operatori si trovano ad affrontare. Non è esagerato affermare che l’avvento delle droghe espansive, di cui la cocaina è la capofila, cambierà sensibilmente le modalità di presentazione, l’evoluzione, il trattamento delle sindromi psicosociali.
La nostra società appare avere così tanta paura della morte naturale da arrivare a dimenticarsi degli anziani, di coloro che testimoniano che il nostro destino è segnato. Affidando la cura del proprio caro ad altri, si prendono le distanze dalla sua morte e dalla propria, togliendo loro il diritto di vivere, con l’intensità che merita, questo determinante evento della propria vita.
Alcune riflessioni a latere di una ricerca realizzata dal Coordinamento lombardo dei Csv, in collaborazione con l’Irs. L’obiettivo è di ricostruire e analizzare il ruolo ricoperto dal volontariato nel processo di programmazione zonale, per accompagnarlo ad agire efficaci e costruttive modalità di partecipazione nel rispetto della propria vocazione e in sinergia con gli altri protagonisti della programmazione.
Con questo fascicolo di PSS, n.4/10, torniamo a occuparci di cambiamento, relazioni d’aiuto e servizi a partire dall’incontro pubblico tenutosi lo scorso 4 dicembre alla Casa della Cultura di Milano, in occasione della presentazione dello speciale di PSS n. 17/2009. Presentiamo gli interventi di Franca Olivetti Manoukian, Giampaolo Lai e don Virginio Colmegna, discussant per quella mattina, che hanno proposto molti stimoli, innescando una discussione su cui vogliamo ritornare. A questi interventi aggiungiamo nuovi articoli, con contenuti sempre vicino al tema del cambiamento e ne presenteremo altri nei prossimi numeri di PSS, alcuni già in attesa di pubblicazione, altri che speriamo ci verranno inviati, stimolati da questo numero.
Scarica l'editoriale di S. Pasquinelli e A. Casartelli PDF 
Nell'aprire il primo numero del quarantesimo anno di pubblicazione di PSS, Emanuele Ranci Ortigosa ne ripercorre brevemente la storia, sempre strettamente legata agli avvenimenti, alle leggi e alle riforme che hanno in questi anni caratterizzato le scelte e le politiche nel sociale e nel sanitario.
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Oggi, valutare i progetti sociali è prassi riconosciuta e il senso, il linguaggio e i metodi della valutazione vanno conquistando spazio e consenso a più livelli. Si tratta di un settore in cui c’è ancora molto da lavorare, ma il percorso è avviato. Questo speciale di PSS (n.20/09) si inserisce in tale tendenza come contributo per il consolidamento di prassi di valutazione di progetti sociali complessi, prassi relativamente recente, come sottolinea il curatore del fascicolo, Ugo De Ambrogio, nel suo editoriale, nel quale propone anche un breve excursus storico sullo sviluppo del lavoro per progetti e della valutazione degli stessi nel settore sociale in Italia. Vengono poi presentati tre casi diversi nei contenuti ma accumunati dall’utilizzo di processi di valutazione partecipata, sostenuti da un forte rigore metodologico proposto da Irs nella conduzione delle diverse fasi valutative. Il primo articolo presenta un’esperienza di valutazione in itinere e valutazione di risultato, di un progetto finalizzato a costruire “reti di solidarietà” familiare per minori in condizioni di difficoltà. La seconda esperienza riguarda una valutazione di due progetti finalizzati allo sviluppo della coesione sociale. Il terzo caso presentato è un progetto emiliano di intercultura a scuola e nel territorio.
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In vista dell’Anno europeo per la lotta alla povertà, per il quale molti paesi prevedono strategie che vadano oltre le pratiche assistenzialistiche, l’Italia si concentra sulla povertà assoluta, con misure che rappresentano la concezione di un Welfare di tipo residuale, in cui il sistema pubblico si occupa solo di assistere le situazioni più disperate, delegando i restanti bisogni al mercato e alle organizzazioni caritatevoli.
Scarica l'articolo, firmato da Emanuele Ranci, in PDF 
Questo numero (17/09) di PSS mette al centro il cambiamento nelle relazioni d’aiuto: i termini con cui viene definito, i modi in cui avviene, le condizioni che lo favoriscono. Non è certo un tema facile. Lo stesso termine “cambiamento” racchiude accezioni molto diverse, che possiamo ricondurre a un processo di superamento delle condizioni di bisogno che hanno dato origine all’aiuto. Un tema poco frequentato: abbondano le indicazioni su come fare buoni progetti individuali e familiari, ma sappiamo ancora ben poco su cosa davvero innesca il cambiamento atteso. Questo numero intende fare qualche passo in avanti. Con l’idea di proporre un confronto tra chi lavora in aree diverse di disagio e tra professionalità differenti, il numero presenta interventi sulla psicoterapia, la malattia mentale, i servizi sociali di base, i gruppi di auto-aiuto, i servizi territoriali che si occupano di disagio giovanile e adulto, i migranti, la non autosufficienza.
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Questo doppio fascicolo di PSS (n.15-16/09) fa seguito al quarto seminario di Welforum su “Regioni e valutazione delle politiche e degli interventi sociali”, svoltosi a Napoli il maggio scorso, dal quale trae un quadro delle pratiche valutative in atto in Regioni e Province. Il tema è complesso ed articolato e le teorizzazioni e le pratiche di valutazione risultano fortemente differenziate. Durante il Seminario si è cercato di proporre e condividere punti di riferimento, categorie di analisi, classificazioni e terminologie, in modo da consentire dialoghi costruttivi fra i partecipanti, nelle loro articolate esigenze ed esperienze professionali. All’editoriale di Emanuele Ranci, che ripercorre i temi affrontati durante il seminario, fa seguito il contributo di Daniela Mesini, Ugo De Ambrogio e Sergio Pasquinelli, che propongono una ricognizione e un’analisi dello stato di avanzamento della valutazione nei diversi contesti regionali. La rilevazione sulle pratiche di valutazione in atto, effettuata con la preziosa collaborazione di Regioni e Province, ha consentito di individuare esperienze di particolare interesse e di selezionarne alcune da presentare negli scritti che seguono. Conclude Andrea Tardiola, che pone in relazione il tema della valutazione con il tema di grande attualità del federalismo fiscale, dei costi standard e dei livelli essenziali.
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Da diversi anni l’IRS conduce percorsi di valutazione del segretariato sociale rivolti ad asistenti sociali che svolgono questa funzione. Partendo dal cruciale momento del coloquio di segretariato svolto dal’asistente sociale vengono qui proposte alcune osservazioni relative ad aspetti professionali, relazionali e organizzativi del’intervento. L'articolo, firmato da Ariela Casartelli e Ugo De Ambrogio, è pubblicato sul n.9/09 di PSS
La Dichiarazione di Alma Ata del 1978, frutto di una storica conferenza sull’Assistenza sanitaria, è considerata una delle pietre miliari della politica sanitaria internazionale. A distanza di trent’anni, l’Oms riporta valore al documento dedicando il Rapporto Annuale 2008 al’oggetto di quella Conferenza.
Ne propone un'analisi Gavino Maciocco nel suo articolo pubblicato sul n.5/09 di PSS.
La programmazione sociale richiede sempre più frequentemente la costruzione di progetti complessi partecipati. Ma la progettazione partecipata richiede l’identificazione di una specifica funzione di regia e di competenze per praticarla. Basato sull’esperienza Irs, l’articolo che segue si propone di fornire alcuni suggerimenti metodologici per una efficace regia di progettazioni partecipate nel sociale.
L'articolo, pubblicato nel n.4/09 è di Ugo De Ambrogio. Sul tema della Progettazione Sociale è di recente pubblicazione un nuovo volume della collana di PSS: I Quid.
Il Progetto è la regola obbligata nel lavoro di molti servizi. Dovrebbe attivare in senso promozionale le relazioni di aiuto. È proprio così? Vanno arricchite le conoscenze su questo strumento e la sua capacità di produrre cambiamento. L'articolo, pubblicato sul n.3/09 di PSS, è firmato da Sergio Pasquinelli.
Nel novembre 2008, Welforum, la rete dei dirigenti regionali preposti alle politiche sociali, promossa da Prospettive Sociali e Sanitarie (vedi anche PSS n. 15/08), cui partecipano ora anche dirigenti ministeriali e locali, ha svolto a Bari il suo terzo seminario dedicandolo alle politiche di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Dai lavori del seminario sono tratti i materiali che presentiamo in questo fascicolo monografico. All’editoriale di Emanuele Ranci fa seguito una sintesi di quanto emerso nei lavori (l’articolo di Giorgi, Mesini e Ranci), oltre a trattazioni più generali (Tangorra e Samek) e infine l’illustrazione di alcune delle iniziative regionali più significative in temi di misure universalistiche contro la povertà.
Scarica l'articolo di apertura di Emanuele Ranci in PDF 
Questo speciale si pone nella ideale prosecuzione di quello dell’aprile di tre anni fa (vedi PSS n. 7/2006) e, in qualche modo, aggiorna la situazione dei Centri Diurni per disabili in alcune realtà italiane (in particolare in Piemonte e nelle Marche). Le esperienze presentate si collocano nel filone di rinnovamento di tali servizi attenti a proseguire il processo di integrazione avviato nel contesto della scuola di tutti. Il mondo dei servizi sviluppa pertanto un costante impegno nel leggere una realtà in cambiamento, nel tenere conto del variare delle esigenze al fine di superare, nel prosieguo della storia della persona disabile, gli ostacoli e le difficoltà che nel tempo si frappongono. In particolare la ristrettezza delle risorse è una costante che obbliga, operatori e famiglie, a “inventare” terreni comuni di lavoro, attraverso un dialogo continuo e una attenzione reciproca.
Scarica l'articolo di apertura di Claudio Caffarena PDF 
Perché può essere importante promuovere l’auto-mutuo aiuto per caregiver? Alla luce dell’esperienza del gruppo “Mi curo di te”, l’articolo che presentiamo, di Mara Canciani, evidenzia come iniziative analoghe possano costituire un’opportunità per i cittadini e gli operatori e rappresentare una nuova ricchezza per l’intera comunità.
Tutti gli operatori che si occupano di famiglie a rischio e di adozione hanno incontrato bambini che, in un certo momento della loro storia, li hanno messi di fronte alla domanda: chi erano i miei genitori, perché non sono rimasto con loro, dove sono adesso? Al di là dell’aspetto giuridico di questa richiesta, l’articolo che presentiamo, di Lorenzo Morini, si focalizza sul bisogno psicologico di queste persone di voler conoscere le loro origini.
Le differenze di genere possono influenzare il modo in cui la malattia mentale si manifesta e viene trattata dai servizi? In quali termini tali differenze si configurino come disuguaglianze? L’articolo che presentiamo, di Graziella Civenti, si basa su una disamina, sebbene parziale, della letteratura in materia e sui dati del sistema informativo psichiatrico della Regione Lombardia, relativamente a un arco temporale di 7 anni.
L’economia del Sud è frenata da vincoli di offerta. La crescita del Mezzogiorno, cioè, è ancor oggi bloccata non dalla bassa domanda aggregata, ma da fattori che impediscono alla produzione di beni e servizi di crescere in modo adeguato (...). Il tema dello sviluppo dell’impresa sociale nel Mezzogiorno non va affatto disgiunto dalla più generale questione economicosociale dello sviluppo complessivo del Sud. Ecco perché in ciò che segue approfondiremo innanzi tutto le ragioni per le quali lo sviluppo del Meridione è frenato da un vincolo di offerta e da vincoli sociali e culturali che rendono particolarmente difficile la rottura di quei circoli viziosi che provocano arretratezza economica e disagio sociale.
Scarica l'articolo completo di Marco Musella in PDF 
Di fronte ai movimenti migratori di questi anni, i Dsm devono rispondere ad una domanda di cura di difficile codificazione, trovandosi a dover costruire una cultura dell’accoglienza che comporta la ricerca di tecniche e strumenti di intervento che favoriscano le cure contribuendo all’integrazione, e viceversa. Presentiamo qui un articolo che affronta il tema.
E’ sempre più forte l’esigenza per il Ssn di rispondere a livello territoriale ad una domanda di presa in carico di problemi di salute complessi, e di assicurare l’appropriatezza delle prestazioni erogate. Eppure, benché le iniziative in merito siano numerose, non si è ancora configurata una precisa opzione di politica sanitaria in grado di rispondere in modo esaustivo a tale domanda. L'articolo che presentiamo è di Paolo Peduzzi.
La scelta di persone immigrate di attivare il “ricongiungimento familiare” non implica solo affrontare un iter burocratico e amministrativo complesso, difficoltà di comprensione della normativa, lunghe attese. Costituisce anche un percorso impegnativo che coinvolge e sconvolge gli equilibri dei singoli, genitori e figli.
I bambini e i loro genitori hanno bisogni diversi rispetto al passato e nell’occuparsi di loro è necessaria una rivisitazione dei modelli di intervento collaudati. Le recenti esperienze di psicoterapia e counselling riportate vengono proposte come specchio di situazioni che il professionista sempre più frequentemente si trova ad affrontare. L'articolo presentato è di Cristina Capoferri
Con il numero 2/08 ha avuto inizio una nuova rubrica giuridica di PSS, curata da Simona Ardesi.
Diritto in Prospettive è comparsa con regolarità nel 2008 e prosegue anche nel 2009. Questo ulteriore spazio di approfondimento e aggiornamento, seppur nella sua brevità, risponde al desiderio di offrire ai lettori una prospettiva giuridica, che guardi o ri-guardi alcuni dei temi tradizionalmente legati alla rivista, prendendo spunto da quesiti ricorrenti. Le suggestioni proposte dall’autrice sono così occasione di una riflessione anche dal punto di vista del diritto, su snodi cruciali dell’agire professionale sociale e sociosanitario. La prima uscita della rubrica ha affrontato un interrogativo legato a un tema classico del lavoro sociale: “A che titolo il servizio sociale interviene in favore di nuclei familiari con figli minori d’età?”
L'articolo, firmato da Teresa Bertotti e Francesca Merlini (e pubblicato anche in un recente volume della collana I Quid), apre il fascicolo di PSS: n.2/09.
Sempre più numerosi sono gli Assistenti sociali che ci leggono e sempre di più sono anche gli articoli che arrivano in redazione da loro scritti o dedicati alla loro professione. Per questo secondo numero dell’anno abbiamo pensato di raccogliere alcuni di questi contributi insieme, dando quindi al fascicolo un taglio particolarmente professionale. Apriamo con tre articoli di carattere generale sulla professione di assistente sociale (la scrittura, la supervisione nel tirocinio, il lavoro nel privato sociale). La seconda parte del fascicolo è invece dedicata ad alcune specifiche esperienze, secondo la tradizione della nostra rivista: in questo caso le esperienze riguardano l’abuso su minori e l’auto aiuto per caregiver. Chiude il fascicolo, la nostra rubrica legislativa “Diritto in Prospettive”, curata da Simona Ardesi, questa volta dedicata all’affidamento familiare consensuale.
di Sergio Pasquinelli e Giselda Rusmini - Istituto per la Ricerca Sociale e Qualificare.info
Questo dossier di ricerca si basa su quattro diverse ricerche, di cui due di livello regionale, e sui risultati di una serie di progetti di sviluppo in tema di assistenti familiari realizzati negli ultimi 5 anni dall’Istituto per la Ricerca Sociale. Il percorso iniziato nel 2003 in Emilia Romagna con una delle prime ricerche sulle assistenti familiari (Da Roit e Castegnaro, 2004) è poi proseguito con un vasta indagine in Lombardia, svolta in collaborazione con Caritas Ambrosiana, nell’ambito del progetto Equal “Qualificare il lavoro privato di cura” di cui l’Irs è stato capofila (Mesini, Pasquinelli e Rusmini, 2006). Quindi con due ricerche: una nella Provincia di Lodi e più di recente nel Distretto sociale Sud Est Milano. C’è poi la newsletter Qualificare.info, nata nel 2005, ora sostenuta dalla Provincia di Milano e che conta su una vasta rete di collaboratori. E’ stata la nostra antenna, che ci ha permesso di seguire i cambiamenti e il moltiplicarsi delle politiche e degli interventi. La base conoscitiva di questo dossier è costituita da 620 interviste faccia a faccia ad assistenti familiari, condotte sulla base di questionari semi-strutturati, e da oltre 320 interviste a famiglie, operatori dei servizi pubblici e del privato sociale. Ulteriori informazioni e materiale relativo al dossier si trovano nell’area download del sito www.qualificare.info.
Questo numero speciale intende far conoscere ai lettori una nuova esperienza di PSS, avviata ufficialmente un anno fa: Welforum, che ha l’obiettivo di sostenere l’azione delle Regioni e delle Province autonome italiane in materia di politiche e servizi sociali e sociosanitari. Il monografico vuole presentare quanto di significativo va emergendo da questa esperienza, con la pubblicazione di alcune relazioni discusse nel seminario di Welforum che si è tenuto a Cagliari nelle giornate del 9 e 10 maggio scorso sui temi della programmazione sociale e dei sistemi di governo regionali e locali. In apertura, quindi, l’editoriale dedicato alla presentazione di questa nuova esperienza, seguito da una selezione di contributi dell’incontro di Cagliari. I contributi significativi che anche in futuro emergeranno dall’esperienza di Welforum saranno, attraverso PSS, messi puntualmente a disposizione dei nostri lettori.
Scarica l'editoriale del n.15/08, di Emanuele Ranci Ortigosa PDF 
Scarica, stampa e distribuisci, oppure inoltra via mail, il depliant 2010 di Prospettive Sociali e Sanitarie.
Un elenco di tutti gli argomenti di cui la nostra rivista si è occupata nel corso dei suoi trentasei anni di storia, dall’accreditamento al welfare.